Il microbiota del mese

lunedì 24 giugno 2019 | 8 mesi fa

 

Qual è la sua alimentazione in generale?

“Seguo un’alimentazione vegetariana da due anni. Per me l’apporto vegetale è molto importante nell’alimentazione, le fibre sono essenziali per il nostro benessere.

Oggi il mio lavoro influenza la mia alimentazione: ho aumentato considerevolmente l’apporto in fibre e guardo molto di più le etichette dei prodotti rispetto a prima. Per il pane per esempio: compro soltanto il pane arricchito di fibre (con 11g di fibre per 100g minimo fino ad arrivare a 19g). È generalmente del pane integrale che contiene anche frutta secca e semi oleaginosi come le noci. Cerco inoltre di fare il pane in casa nel week-end, con un lievito per panificazione e un lievito fatto in casa (che immagino sia composto da buoni batteri lattici).

Dato che sono io a fare la spesa per la mia famiglia, faccio attenzione ai diversi acquisti. Per i bambini per esempio faccio attenzione alle merendine che compro, sempre guardando la composizione sull’etichetta. Limitare la quantità di zucchero è importante.

Non sono un vegetariano del tutto dato che a volte mangio della carne. Non voglio avere delle restrizioni a questo livello, soprattutto quando esco. Mangio inoltre pesce e uova bio, che mi permettono di avere un apporto di proteine. Mi nutro sicuramente di molta frutta e verdura, fonti di fibre!

Anche se questa non dev’essere la migliore pratica da avere: faccio dei pasti leggeri la mattina e a pranzo, e ho la tendenza a mangiare un po’ di più la sera. Inoltre, è veramente un’abitudine per me avere tre pasti regolari e a parte questi non sgranocchiare del tutto, è importante.

La mattina, mangio delle galettes all’avena o al farro, che si possono trovare al supermercato. Aggiungo un po’ di olio di vita, naturalmente ricco di polifenoli (una pratica scoperta nel Marocco) e della curcuma. Questa spezia ha delle proprietà protettrici molto interessanti e

associarla all’olio permette un migliore assorbimento da parte dell’organismo. Aggiungo la curcuma anche alle mie bevande.

Quando preparo un condimento, metto sempre dell’olio di colza, interessante nella sua composizione e per la sua ricchezza di omega 3. Si può anche aggiungere un po’ di olio di noci.

Adoro il formaggio, ne consumo almeno una volta al giorno e di diversi tipi: il formaggio a pasta cotta maturata (come il vieux comté), ricco di buoni batteri vivi, ma amo anche quello di capra fresco per esempio, non faccio esclusioni, il piacere prima di tutto. Regolarmente cerco di diminuire leggermente il consumo di formaggi sostituendo il mio dessert con uno yogurt leggero.

Per quanto riguarda le bevande, la mattina bevo del tè verde, e dell’acqua durante tutta la giornata. Di tanto in tanto non mi privo di un bicchiere di vino rosso (dopo tutto è un apporto di polifenoli!). Non bevo né latte né suchi di frutta, perché semplicemente non li digerisco bene. Preferisco consumare i frutti interi.

La sera, bevo sistematicamente una tisana alla camomilla, al tiglio all’anice stellato, ma sempre bio. Questa routine mi permette un apporto quotidiano di polifenoli (un composto che ha degli effetti anti-ossidanti, anti-infiammatori e anti-tumorali).

Ho preso quest’abitudine per una ragione nutrizionale inspirata dai miei genitori e nonni.

Prende dei probiotici o altri integratori alimentari?

“Non ne prendo quotidianamente. Soltanto quando vado in viaggio in una zona a rischio (luoghi esotici), porto con me dell’Ultralevure. È una prevenzione in più, in caso di problemi intestinali per esempio.

È interessante anche fare delle cure di probiotici di tanto in tanto soprattutto nel periodo invernale. Ho anche sempre dei probiotici se ne ho bisogno a casa mia nel mio armadietto delle medicine, per risolvere i problemi di transito e di permeabilità.

Tuttavia, secondo me è più interessante equilibrare bene la nostra alimentazione (in modo diversificato) e i nostri ingredienti (con delle proprietà interessanti come certi oli, la curcuma), piuttosto che consumare degli integratori alimentari”.

Secondo i suoi risultati del 1test1 lei ha un eccellente microbiota, qual è il suo segreto?

“L’importante: la ricchezza, la diversità dell’alimentazione. La buona proporzione di batteri produttori di butirrato è anche importante. Il butirrato è un acido grasso a catena corta prodotto a partire dalle fibre alimentari che nutre le nostre cellule e contiene delle proprietà antinfiammatorie.

Il messaggio: la diversità del microbiota è un fattore importante, che si stimola soprattutto con la componente vegetale! Bisogna preservare i nostri buoni batteri con degli apporti vegetali diversificati e di qualità.

Il mio consiglio: invece di limitarsi a 5 frutti e verdure al giorno, cercare di consumare 25 frutti e verdure diverse alla settimana. È una sfida per la propria spesa ma è un buon obiettivo da porsi.

L'attività fisica è anche un elemento importante. Non è obbligatorio fare molto sport. Io stesso pratico due attività fisiche regolari ogni settimana e vado in bicicletta nel week-end.

I prodotti fermentati sono anche sempre più interessanti! Non esitate a esplorarli, penso al Kefir, al Kombucha”.

Ha sempre avuto un buon microbiota o ha utilizzato la sua competenza e le sue conoscenze scientifiche per migliorarlo nel corso del tempo?

“Domanda interessante! Conosco bene il moi microbiota dal 1996, dopo che è stato possibile analizzarlo con il sequenziamento del DNA. Quindi è da molto tempo che conosco la sua composizione, che lo controllo regolarmente e non ho mai avuto dei segnali allarmanti. Ho

sempre avuto così un “buon” microbiota come si dice, ma bisogna restare modesti su questo tema perchè non si conosce tutto al momento, ci sono ancora cose da scoprire. Ho soprattutto notato con le vostre analisi che avevo dei margini di miglioramento sul livello dei proteobatter. Si imparano sempre cose nuove.

Ho sempre fatto molta attenzione ad alcuni aspetti dell’alimentazione ovviamente.

L'alimentazione occidentale, caratterizzata da piatti pronti o a base di fast-food, apporta troppe poche fibre, troppo zucchero e troppi grassi e proteine animali; tutto questo fa male alla salute. Bisogna fare attenzione.

Personalmente, ho fatto sempre la scelta di grassi buoni. Ho inoltre eliminato la carne rossa dato che ormai si sa da molti anni, grazie a diversi studi scientifici, che l’emoglobina che esce dalla carne rossa è associata ai rischi di cancro”.

Ha dei consigli per le persone che desiderano cominciare a prendersi cura di sé ma non sanno come cominciare?

“I messaggi del programma nutrizionale Nutrition Santé del ministero della salute sono buoni. Bisogna mangiare almeno 5 frutti e verdure al giorno, e dire anche 25 frutti e legumi diversi alla settimana!

Mangiare, muoversi, è anche vero: bisogna evitare la sedentarietà per contrastare il sovrappeso e l’obesità. Per esempio, prendere le scale invece dell’ascensore. È molto semplice ma sono delle cose che io stesso faccio.

Le diete occidentali attuali favoriscono l’aumento della permeabilità intestinale e dei disturbi intestinali associati, alteriamo il nostro microbiota nutrendoci in questo modo.

Bisogna semplicemente mangiare bene per avere un buon microbiota e riequilibrare il proprio microbiota è importante, perchè riequilibriamo tutto il nostro organismo, la nostra salute!”

Può dirci perchè può essere utile analizzare il proprio microbiota?

“L’importanza del microbiota sulla salute non è più da dimostrare e abbiamo sempre più informazioni e documenti sul tema. La fotografia del microbiota, attraverso quest’analisi, sarà uno strumento per la salute e per la medicina del futuro. Tra qualche anno, sarà ovvio per tutti che è importante conoscere il proprio microbiota.

È ancora nuovo per il momento, sono delle analisi non standardizzate, ovvero non uniformi tra i laboratori, ma permettono di avere un’informazione istantanea della flora intestinale. È anche interessante analizzare il proprio microbiota, cambiare la propria alimentazione in funzione dei risultati e di rifare le analisi per vedere se si è migliorati.”

Intervista realizzata da Lili Baraton